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Il Castello Alfonsino

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Nel 1481, Ferdinando d'Aragona ordinò al figlio Alfonso, duca di Calabria, di costruire sull'isola di S. Andrea di Brindisi una fortezza in grado di difendere efficacemente porto e città con un minor numero di soldati: all'inizio fu solo una rocca, o una gran torre, dov'era la stanza in cui dormiva il re.

Sperimentata con successo la capacità di difesa della fortezza, Alfonso I d'Aragona la fece ampliare con la costruzione di un antemurale - con bastioni - al torrione preesistente, e con mura alte e molto spesse: alle due torri, cilindrica e quadrata, ne fu aggiunta un'altra poligonale così che il castello assunse una forma triangolare. Il tutto inglobava ormai la chiesa e l'abbazia di S. Andrea.                                                                                                                    

Si chiamò Alfonsino, ma anche "dell'isola"; i nemici che lo vedevano da lontano lo chiamavano con timore "il castello rosso", a causa del colore che al tramonto assumeva la pietra, cavata nell'isola stessa, con cui era costruito.

E' noto anche come Castello Aragonese, dalla casata dei re che lo fecero costruire.

Nei primi anni del regno di Filippo II d'Austria, figlio di Carlo V, fu deciso di completare la fortificazione dell'isola di S. Andrea, per evitare che il nemico, occupato lo spazio vuoto, vi piazzasse le sue armi di assedio o di offesa e colpisse molto da vicino il castello, rendendolo inutile. Nel 1558, si diede inizio alla costruzione del Forte dell'Isola, o Forte a Mare, di mole smisurata, contiguo e congiunto alle mura orientali dell'antica rocca; la costruzione durò 46 anni senza pausa nei lavori. Castello e Forte costituirono un grande triangolo isoscele; erano divisi solo prima solo da un profondo fossato e successivamente da un ponte levatoio di legno per dare un solo comandante ad entrambe e per dividerle in caso di necessità.                                                                                                                                        

Nel secolo successivo, castelli e fortezze persero la loro funzione difensiva: il Castello Svevo di Brindisi fu utilizzato come bagno penale, il Forte a Mare come lazzaretto, il Castello Alfonsino come sede di un faro e, durante la Grande Guerra (1915-1918), come deposito di mine.                                                                                                                                    

Nel 1984, la Marina Militare consegnò il complesso dell'isola (forte e castello, 28.600 metri cubi, oltre ai grandi spazi aperti) al Demanio dello Stato, che lo affidò alla Soprintendenza regionale ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici. Con i fondi dell'Unione Europea destinati allo sviluppo del turismo, e in particolare del turismo d'affari, la Soprintendenza sta ora restaurando il Forte a Mare, mentre la Provincia di Brindisi ha pressoché terminato i lavori, assunti di propria iniziativa, per il recupero funzionale del Castello Alfonsino;

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